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Morigerati (Sa)

Il comune di Morigerati e la sua frazione Sicilì, sono situati in una zona collinare nel Cilento, ad una decina di km dalle coste del Golfo di Policastro. Il comune è noto per le oasi del WWF, ove si trova la risorgenza del fiume Bussento presso le grotte dell'oasi; è presente inoltre la meravigliosa area del fiume Bussento, nella frazione di Sicilì, ove è possibile sostare immersi nella natura e nella tranquillità dell'ambiente fluviale.
Secondo la leggenda, Morigerati fu fondata dal popolo italico dei Morgeti. L'abitato è situato nello stesso luogo in cui si trovava il villaggio fortificato dai Morgeti. In seguito fu colonizzato dai Romani, come testimoniano i ruderi che si trovano in località Rumanuru.
Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Sanza, appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Sanza, appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Oasi WWF
L'Oasi Grotte del Bussento è una riserva naturale di 607 ettari, inframmezzati dallo spettacolare percorso guidato nelle grotte. E’ situata nel comune di Morigerati, nel cuore del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Creata nel 1985 come progetto di salvaguardia del territorio, tutela della biodiversità, mantenimento del paesaggio e dei valori naturali, è caratterizzata per la presenza al suo interno delle grotte in cui è possibile ammirare le risorgenze del fiume Bussento.
L’Oasi si raggiunge dopo una passeggiata lungo un’antica mulattiera. Colpisce immediatamente la particolare caratteristica del paesaggio: la vegetazione che arriva a lambire le acque del fiume e l’acqua sorgiva che sgorga quasi ovunque. Sul fondo della gola, l’ambiente è ricco di muschi, felci, salici e ontani. Nel vallone del fiume invece spicca un’estesa leccate. Il fiume ospita una ricca fauna di invertebrati bentonici, inoltre sono presenti il Gambero di fiume e la Trota Fario. Si possono osservare anche numerose specie di anfibi e rettili. Nelle zone dove l’acqua scorre molto veloce si può osservare il merlo Acquaiolo, mentre in acque più lente il Martin Pescatore.
La vegetazione è un prezioso mosaico di specie e ambienti differenti che si intrecciano in armonia con l’andamento del fiume. Suggestiva la stazione di muschio, la più importante dell’Italia meridionale, spettacolari nelle loro forme e colori le orchidee spontanee. Scorcio particolarmente romantico è dato dal vecchio mulino a molitura a ruota orizzontale, sistema introdotto dai monaci italo-greci, dalla cui apertura fuoriesce un possente getto d’acqua che viene incanalato più a monte, simbolo di epoche in cui l’uomo lavorava in simbiosi con la natura.

Museo etnografico
Nato nel 1976 come Silvo - Pastorale della civiltà contadina, ad opera delle sorelle Clorinda e Modestina Florenzano, il Museo etnografico ha sede in via Granatelli, all'interno di un pregevole edificio storico, ristrutturato nell'ultimo decennio, il Convento di Sant’Anna. Raccoglie utensili e manufatti connessi al lavoro artigianale e rurale. Negli anni Sessanta, Clorinda e Modestina Florenzano iniziarono la raccolta dei primi oggetti di uso comune, con una particolare attenzione agli utensili di lavoro ed ai manufatti tessili. Furono così salvati dall'incuria del tempo e dall'oblio storico, migliaia di oggetti, che oggi rendono il museo uno dei più ricchi del territorio. Una collezione che conserva testimonianze e ricordi, immagini fotografiche, registrazioni sonore e video di attività artigiane e feste locali. Ospita una importante sezione dedicata alla cereria di Morigerati, che produceva in passato oggetti di devozioni ed ex voto. Il Museo di Morigerati è lo specchio storico di una realtà in continuo mutamento in cui la didattica per le scuole, l'informazione e l'accoglienza dei visitatori rappresentano gli obiettivi fondamentali. Dal 1994 è diventato proprietà del comune di Morigerati e nel 2008 è stato riconosciuto museo di interesse regionale dalla Regione Campania.

Antica Ferriera
È considerata uno degli esempi più interessanti di archeologia industriale del territorio cilentano. La Ferriera di Valle della Corte a Morigerati è stata realizzata attorno alla metà del diciannovesimo secolo e utilizzata per lavorare e trasformare il ferro. Si tratta di un grande esempio di archeologia proto – industriale, con oltre 450 metri quadrati di superficie, fino a poco tempo fa sepolto da circa tre metri di terra e camuffato da una fitta macchia mediterranea. Un tesoro, disposto su due corpi di fabbrica, venuto alla luce solo qualche anno fa. A poche centinaia di metri un canale artificiale derivava l’acqua del fiume verso il corpo inferiore della ferriera, dove un ramo si distribuiva su due trombe a vento per l’alimentazione di un fuoco di raffinazione ed un secondo lambiva il lato meridionale dell’edificio per muovere la ruota idraulica di un maglio. Mentre il secondo corpo della ferriera, a monte, fungeva da deposito per carbone e minerale e per alloggio dei lavoranti.
Vicino alla ferriera sopravvivono i ruderi di un ponte medievale «a schiena d’asino».

Santuario San Demetrio
La chiesa di San Demetrio Martire, originariamente costruita dai monaci greco-orientali e riedificata nel XIV secolo, ha subito una radicale trasformazione tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Si compone di delicatissimi stucchi a merletto che ornano la volta della navata ed un grandioso angelo in stucco di foggia vagamente liberty, su cui poggia il pulpito. Nella chiesa parrocchiale, eletta successivamente a santuario, è conservata la Sacra icona di San Demetrio, che si festeggia due volte all’anno. Davanti alla chiesa un’ampia terrazza panoramica permette di spaziare con lo sguardo verso la vicina frazione di Sicilì e osservare i paesi ai piedi dell’imponente Monte Bulgheria, da un lato, e il monte di San Michele, dall’altro.

Palazzo Baronale
Nel Trecento Morigerati entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Sanseverino. Poi il territorio passò a Matteo Comite di Salerno, per poi essere venduto ai Di Stefano che nel XV secolo fecero costruire il palazzo baronale. Il Castello, nei secoli successivi, ospitò i signori che si succedettero al governo del paese; gli eredi di questa famiglia ancora oggi abitano nel trecentesco palazzo. Alcuni di questi appartamenti conservano ancora gli arredi originali e sono dei veri e propri musei.

Centro storico di Morigerati
Il piccolo borgo di Morigerati offre un caratteristico centro storico, in cui stradine acciottolate si alternano a cortili impreziositi da splendidi portali.
Un piccolo slargo racchiuso fra alcune case viene a comporre una piazzetta dedicata a San Rocco. Sembra quasi che si nasconda, per poi apparire a sorpresa all’interno di quel dedalo di vicoli che sorprendono per l’invidiabile quiete che li circonda

Sicilì
Il centro abitato di Sicilì si sviluppa, secondo una disposizione diagonale, lungo il versante del monte Mamino, con un'articolazione dei blocchi edilizi fortemente aderente all'orografia dei luoghi. In particolare la crescita del centro urbano è stata influenzata, nel tempo, dalla presenza di corsi d'acquache originariamente attraversavano il paese. Oggi il piccolo borgo presenta un'area centrale, la più antica, in cui è ubicata la Chiesa della SS.Annunziata e diverse ramificazioni lungo le quali sono sorte le aree più moderne. Il borgo è stato ristrutturato con cura negli ultimi anni. Sulla piazza, soprattutto in estate, si svolge tutta la vita sociale del paese, con manifestazioni, concerti ed incontri importanti. La chiesa ospita il Santuario di San Biagio

Festività
San Demetrio (Morigerati) 26 agosto-26 ottobre
Museo in festa (Morigerati) 17 agosto
San Teodoro (Sicilì) 12 agosto
San Biagio (Sicilì) 3 febbraio-14 maggio

(tratto dalla presentazione del Comune di Morigerati - Sa)
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