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PAPUTI

Ogni anno il venerdì della Settimana Santa, per le strade di Sarno, tra gli antichi palazzi signorili, è caratterizzato dalle “Croci”, che sono delle processioni di Confraternite di fedeli incappucciati chiamati comunemente “Paputi” (“Paputo” dal latino “Pappus” che vuol dire sia “vecchio” che “senecione”), seguiti da un gruppo di “cantori” , i quali, intonano canti in tappe stabilite, davanti ad immagini sacre, i cosiddetti “Sepolcri”. Il rito dell'incappucciarsi va visto come correlativo alla Morte: il “Paputo”, attraverso il rito della Pasqua Passaggio “passa” ad una nuova “giovinezza”, ad una vita rinnovata dall'esperienza del Sacro. Nelle “Croci” di Sarno è pertanto possibile leggere un richiamo all'”iniziazione”. In tal caso anche il cappuccio stesso dal latino “caput” = “testa” è determinante: infatti sappiamo come storicamente proprio la testa e i capelli nel rito dell'iniziazione erano oggetto di un trattamento particolare. Le cappe che i confratelli indossano sono bianche e si differenziano tra loro dal cordone che sostiene la “veste” dei paputi e dai disegni sulla manica.Il colore bianco rinvia alla condizione di “coloro che, pur vedendo, non sono visti” a causa del loro carattere diafano e trasparente, e dunque ai Trapassati ed in tal senso richiamano l'esperienza della “morte al peccato”. Altri colori prevalenti sono il celeste, nel cingolo della Croce dell'Immacolata Concezione, il colore del cielo, che indica la profondità dell'infinito in cui l'uomo si smarrisce e si ritrova al tempo stesso, ed il viola, che, presente nella Croce dei Morti, è il colore della temperanza e dunque dell'equilibrio fra il Cielo e la Terra. Solo i paputi della Confraternita di S. Matteo hanno la caratteristica peculiare del cappuccio rosso e veste rossa, che rimanda alla sofferenza del sangue.Inoltre vi sono i confratelli della croce di San Francesco che indossano il saio monacale simbolo di “Francesco” ed è l’unica croce cui sono visibili i volti dei Paputi. Le processione dei paputi iniziano dal mattino presto, di solito verso le 5, e si protraggono fino alle 12, ora del rientro delle croci alle rispettive parrocchie.
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